“IL NERO E L’ARGENTO”, ultimo capolavoro di Paolo Giordano

I rapporti hanno bisogno di essere definiti, delimitati, riconosciuti altrimenti si rischia di perdersi nell’immenso spazio

Torna sulla scena lo scrittore torinese che nel 2008 ha conquistato tutti con “La solitudine dei numeri primi”. Oggi con un romanzo breve in cui protagonista indiscussa è la vita familiare di una giovane famiglia italiana, l’autore  è pronto a regalarci ancora emozioni e riflessioni profonde su una storia d’amore malinconica.

Da leggere tutto d’un fiato, magari anche sotto l’ombrellone: marito e moglie e figlio piccolo sono protagonisti di un matrimonio apparentemente felice, che finisce per entrare in crisi dopo l'abbandono per malattia di una vecchia donna delle pulizie che è in realtà la colonna portante dell'intero nucleo. Senza di lei, la passione e il calore umano si trasformano in solitudine e abbandono.

La voce narrante di questa storia è un giovane professore universitario, un fisico, sposato da qualche anno con Nora, un’arredatrice d’interni e padre di un bambino, Emanuele. La storia parte con il racconto della difficile gravidanza di Nora per raccontare l’ingresso in questa giovane famiglia borghese della signora A., un’anziana governante. La signora A. resterà in famiglia anche dopo la nascita del bambino e per tutti gli anni della sua infanzia, partecipando come un testimone silenzioso eppure autorevole, al menage familiare.

Utilizzando un linguaggio sofisticato e intimo, Giordano sembra soffermarsi su particolari superficiali, ma li utilizza per mostrare i mondi interiori dei personaggi, le loro dinamiche, la paura, povertà umana.