Diritto di famiglia

Competenza sull'affidamento mantenimento del minore figlio naturale

Interessante e di estrema attualità è il quesito posto dalla Sig.ra P.N., la quale ci chiede quale sia il Tribunale cui rivolgersi per la richiesta di affidamento e di mantenimento di suo figlio minore nato da una convivenza more uxorio.
La questione è rilevante dal momento in cui il riparto delle competenze per i figli di genitori non coniugati, prima della riforma del diritto di famiglia con la legge 54 del 2006, prevedeva la competenza del Tribunale per i minorenni per le disposizioni circa l'affidamento dei figli e la competenza del Tribunale ordinario per le disposizioni circa il mantenimento.
A tale conclusione era giunta la Corte Costituzionale interpretando letteralmente gli art. 317 bis c.c. (sull'esercizio della potestà del figlio naturale) e l'art. 38 disp.att.c.c. laddove quest'ultimo articolo recita al comma I che “sono di competenza del Tribunale per i minorenni i provvedimenti contemplati dagli articoli (..) 317 bis” mentre al comma 2 stabilisce che “sono emessi dal Tribunale ordinario i provvedimenti per i quali non è espressamente stabilita la competenza di una diversa autorità giudiziaria”.
Con la legge n° 80 del 2005 e la legge n° 54 del 2006 sono state modificate sia le norme di diritto sostanziale - l'art. 155 c.c. con i nuovi artt. 155 bis, ter, quater, quinquies, sexies, c.c.-che le norme di diritto processuale, con le formulazioni degli art. 706-709 e l'introduzione degli artt. 709 bis e 709 ter. c.p.c.
Il problema così rappresentato, da subito, è stato affrontato dalla Suprema Corte con la sentenza n° 8632 del 2007. la Suprema Corte parte dal presupposto che il Legislatore nella separazione dei coniugi rinviene il modello per regolamentare i rapporti di filiazione nella crisi della coppia genitoriale anche in caso di convivenza more uxorio.
Essa sottolinea come mentre alcune norme processuali sicuramente trovano applicazione anche per il procedimento che si svolge innanzi al Tribunale per i minorenni (es. poteri istruttori del giudice, poteri di ascolto del minore, poteri dell'art. 709 ter c.p.c.), altre non possono trovare applicazione. Pertanto non esiste nessun modello processuale unico ma si è stabilito che, mentre rimane la competenza del Tribunale per i minorenni nel caso di affidamento del figlio naturale, la vera novità della riforma su indicata si avrebbe nell'aver il Legislatore previsto, in caso di domanda sia di affidamento che di mantenimento, la competenza in capo al giudice specializzato.
Tale interpretazione sarebbe quella più conforme al dettato costituzionale, come il principio di uguaglianza tra figli nati da genitori coniugati e figli nati da genitori non coniugati.
Pertanto cara sig.ra P.N. in ragione della concentrazione delle tutele richieste per il minore potrà rivolgersi al “giudice specializzato” al fine di ottenere una decisione in tempo reale.

Avv. Angela Santa Desantis