Il danno da "vacanza rovinata"

Tanti sono gli inconvenienti che possono rovinare la tanto attesa vacanza

Un argomento, quello di questa settimana, che sembrerebbe proprio il caso di definire assai ‘scottante’ dal momento che l’estate è ormai decisamente alle porte.

Quanti di noi, infatti, si accingono a scegliere la meta della propria vacanza estiva affidandosi, il più delle volte, alle illustrazioni e alle descrizioni contenute nei depliant delle agenzie di viaggio e dei tour operator?

Non pochi, però, sono gli inconvenienti che possono, ahimè, letteralmente rovinare la tanto attesa vacanza.

Basti pensare a quei casi in cui la meta risulti diversa da come è stata presentata, l’hotel più scadente rispetto a quello compreso nell’offerta, il mare molto meno cristallino di quanto prospettato nelle foto -tutt’altro che amatoriali!- di cui si è servita l’agenzia.

Statisticamente, quelli appena elencati risulterebbero soltanto alcuni di una lunga serie di intoppi in cui ci si potrebbe imbattere durante il soggiorno estivo ed è proprio in virtù della molteplicità di fattispecie verificatesi che, al malcapitato turista, è stata riconosciuta la giusta tutela giuridica:

il neonato Codice del Turismo - entrato in vigore nel mese di giugno 2011 - da un lato e la giurisprudenza dall’altro, sono oramai propensi a riconoscere, accanto al tipico danno patrimoniale da inadempimento contrattuale, il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale (in particolare del c.d. danno morale), noto come ‘danno da vacanza rovinata’. Tale voce comprende tutti i pregiudizi e disagi subiti dal turista per “non aver potuto godere pienamente della vacanza come occasione di svago e riposo conforme alle proprie aspettative”.

Anche la giurisprudenza comunitaria si è espressa in merito, chiarendo che “il contratto di pacchetto turistico o package è volto a soddisfare la c.d. ‘finalità turistica’, equivale a dire che tutte le attività ed i servizi strumentali devono essere finalizzati a soddisfare le previsioni del turista rispetto alla vacanza così come proposta dall’organizzatore, il quale, assume nei suoi confronti una vera e propria obbligazione di risultato.

Secondo il consolidato orientamento della Suprema Corte “l’organizzatore ed il venditore del c.d. ‘pacchetto turistico’ rispondono dei danni subiti dal turista-consumatore in ragione della fruizione delle prestazioni oggetto del contratto (anche) allorquando si appropriano o avvalgono dell'attività altrui ai fini dell'adempimento della propria prestazione obbligatoria dovuta, assumendone il connaturato rischio”; ed ancora: “L’organizzatore o venditore di un pacchetto turistico è tenuto a risarcire qualsiasi danno subito dal consumatore, a causa della fruizione del pacchetto turistico, anche quando la responsabilità sia ascrivibile esclusivamente ad altri prestatori di servizi, salvo il diritto a rivalersi nei confronti di questi ultimi.”.

Non scoraggiamoci, quindi, ma godiamoci la tanta agognata e meritata vacanza estiva sapendo di avere a disposizione degli strumenti giuridici di difesa che consentono di sentirci soddisfatti o rimborsa…bili.