Usura bancaria e anatocismo

Approfittare di una situazione di bisogno finanziario di una persona o di un'impresa per imporre condizioni inaccettabili

A seguire da quella che è stata la presentazione della rubrica “PQM – Il diritto che si legge”, con l’articolo di quest’oggi iniziamo concretamente a muovere i primi concreti passi nel merito delle questioni giuridiche.

L’argomento del quale parlerò, seppur con brevissimi cenni, muove le mosse da una valida iniziativa del 18 aprile scorso, quando, presso il Tribunale di Bitonto, l’Associazione Giovani Avvocati Giuseppe Napoli” di cui sono onorato di essere tra i soci fondatori nonché segretario, ha organizzato un incontro e dibattuto sul tema USURA BANCARIA & ANATOCISMO – Profili Giuridici e ricadute nell’economia reale.

L’argomento, per la sua complessità, è stato esaminato da più punti di vista. Gli aspetti tecnico-contabili sono stati curati dalProf. Giuseppe Antonino Romeo, formatore e consulente, specializzato in materia finanziaria, bancaria e di direzione aziendale; gli aspetti penalistici, sono stati affrontanti dal bitontino dott. Michele Ruggiero, Pubblico Ministero presso il Tribunale di Trani; mentre gli aspetti afferenti la dottrina e la giurisprudenza sono stati illustrati dal magistrato del Tribunale di Bari dott. Valentino Lenoci.

L’anatocismo e l’usura bancaria sono le due principali forme di anomalie finanziarie che colpiscono i Conti Correnti Bancari, ai quali sono collegati fidi/affidamenti/mutui, ecc.

Con il termine “anatocismo”si indica la capitalizzazione degli interessi su un determinato capitale, affinché  essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (ossia il calcolo degli interessi sugli interessi).

L’art. 1283 c.c.  dispone che “In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi”.

L’anatociscmo, dunque, è consentito dall’ordinamento esclusivamente in tre ipotesi:

-     - anzittutto sulla base di un accordo fra le parti (c.d. anatocismo convenzionale) che sia successivo alla scadenza degli interessi e con riferimento a interessi dovuti per almeno sei mesi;

 

-      - in presenza di una domanda giudiziale successiva alla scadenza degli interessi e anch’essa riferita agli interessi dovuti per almeno sei mesi (anatocismo giudiziale);

 

-      - in terzo luogo, si configura in presenza di un uso (normativo) contrario (anatocismo usuale), in grado di derogare alla suddetta disciplina.

La Cassazione, dopo aver riconosciuto in un primo momento la ricorrenza di un uso normativo che legittimava la capitalizzazione trimestrale degli interessi sui conti debitori, ha mutato radicalmente indirizzo, la Corte Costituzionale, con la Sentenza del 17 ottobre 2000, n. 425 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi.

“L’usura bancaria” (art. 644 c.p.) è stata riformulata dalla legge n. 108 del 7/3/96. Si ha usura quando il corrispettivo di una prestazione in denaro consistente nella richiesta di interessi, spese e commissioni costituisce un costo totale finanziario estremamente esoso in relazione alla categoria della prestazione, all’entità della prestazione ed alle dinamiche finanziarie del mercato.

La fattispecie dell’usura consiste nell’approfittare di una situazione di bisogno finanziario di una persona o di un’impresa per imporre condizioni particolarmente esose sul prestito a essa concesso.

Il tema è di particolare laboriosità non affrontabile esaustivamente in un breve articolo, ragion per cui, si è disponibili ad offrire ogni ulteriore contributo a tutti coloro che vorranno.