Adesso è ufficiale. "Italia in Comune" fa ingresso nel Consiglio comunale bitontino

Sette rappresentanti nella massima assise. Giuseppe Maiorano sarà il capogruppo

Stampa l'articolo
L’effetto Italia in Comune Puglia non si arresta. Dopo gli ingressi di peso che sono stati ufficializzati nel corso della recente assemblea regionale, quelli del sindaco di Capurso Francesco Crudele, dell’assessore tranese Tommaso Laurora e del vicepresidente della provincia di Foggia Rosario Cusmai, solo per citarne alcuni, la notizia arriva dal comune del vicecoordinatore nazionale Michele Abbaticchio. A Bitonto, infatti, durante il Consiglio comunale odierno, è stata ufficializzata la nascita del gruppo consiliare di Italia in Comune che, oltre ovviamente al sindaco, è composto da altri sette consiglieri.
 
Pasquale Castellano, Cataldo Ciminiello, Maria Grazia Gesualdo, Giuseppe Maiorano (che sarà il capogruppo), Lisa Nuzzo, Michelangelo Rucci e Veronica Visotti provengono da esperienze politiche diverse che convogliano nel partito in cui, da mesi, milita il sindaco Abbaticchio, il quale solo da qualche giorno, e in virtù dell’incarico nazionale, ha lasciato il coordinamento regionale.
 
 
 
Il gruppo neo-costituito ha rivolto invito agli altri consiglieri “moderati, antisovranisti ed antipopulisti ad aderire per continuare a profondere il proprio impegno al fianco del Sindaco e per fare il meglio per la Città di Bitonto”. E, intanto, ipoteca già un piccolo risultato, ovvero l’approvazione del provvedimento sul federalismo fiscale con il quale il Comune si impegna a impugnare alcuni parti del decreto sul federalismo fiscale che presenta gravi anomalie nel calcolo del corretto fabbisogno standard dei Comuni del sud (in particolare per i servizi Sociale, Istruzione e Asili nido, con uno squilibrio che, per esempio, per la città di Bitonto, per il solo 2018, ammonterebbe a oltre 5 milioni di euro) ed esorta la Regione Puglia a ricorrere alla Corte costituzionale, nell’interesse di tutti i cittadini pugliesi, affinché sia dichiarato incostituzionale il dimezzamento del meccanismo perequativo, sulla scorta di quanto già avvenuto in altri comuni pugliesi, Altamura e Acquaviva in primis, sulla base di bozze di proposte a sigla del gruppo locale Italia in Comune.