Amministrative '17, in vista del voto. Brancale (ex Sel): "Non si vuole unire il centrosinistra"

«Decidemmo di disertare l'incontro perchè non vi erano le condizioni politiche per poter far si che da quella sede venissero fuori altri concetti, oltre gli attacchi"

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La pagina "LiberaMente" continua il percorso di avvicinamento alle elezioni amministrative con l'intervista ad Antonio Brancale, già membro del direttivo di Sinistra Ecologia e Libertà e poi coordinatore.

Domanda: Qual e’ la sua posizione relativamente alla celebrazione delle primarie, con le quali individuare il candidato sindaco, per un centro-sinistra unito? La ricandidatura del sindaco uscente, per lei, era una cosa scontata?

Risposta: «Credo che ogni sindaco, dopo il primo mandato, debba avere la possibilità, se vi è la propria volontà, di ri-presentarsi per cercare di dare continuità al proprio progetto. Mentre, sinceramente, non ho capito le motivazioni che hanno portato, in molti, a bocciare le Primarie. Non dobbiamo dimenticare che le primarie sono lo strumento di alta democrazia, ideate per non dividere. Il confronto, tra più candidati della stessa coalizione, non deve essere considerato come una sfida interna ma come un confronto franco e democratico, dove ognuno può schierarsi con chi vuole senza essere tacciato come ‘nemico’. Il confronto libero è il vero sale della democrazia».

D: In vista delle prossime consultazioni elettorali amministrative, c’è da aspettarsi che Sel dia vita ad un nuovo soggetto politico (Sinistra italiana, per esempio)? E con chi?

R: «A Bitonto non vi è, attualmente, la volontà politica di far nascere ‘Sinistra Italiana’, tradendo così il senso iniziale che SEL, in tutti gli ambiti e in tutti questi anni, ha sostenuto. Probabilmente in quella comunità, e nel senso vero e proprio del partito, ci credevo solamente io. In futuro vedremo».

D: Ci può chiarire qual e’ stato il percorso che ha portato i membri del gruppo consigliare di Sel a votare il signor Depalma quale presidente del consiglio?

R: «Partiamo dal presupposto che non ho partecipato e gestito direttamente le "trattative" per eleggere il nuovo presidente del consiglio, perché avvenute durante il periodo di transizione della segreteria di SEL. L'unico percorso sostenuto è stato quello di condividere un nome dove confluissero i voti dell'intera, o maggior parte, della maggioranza. Direi l'ennesimo passo indietro fatto da SEL per il bene e per l'equilibrio della maggioranza».

D: Come avrebbe reagito se la maggioranza di governo avesse prima indicato e poi eletto un membro del ‘suo’ gruppo consigliare, alla carica di presidente del consiglio, contro la sua volontà e quella della ‘sua’ segreteria?

R: «Prima di tutto, vista l'impossibilità di dialogo con la parte avversa, avrei cercato a tutti i costi un nome nella mia maggioranza. Poi sappiamo tutti come è andata a finire. Tutti i Partiti che si rispettino hanno uno STATUTO, che va rispettato e applicato. Se ciò non succede vi è un evidente problema di fondo».

D: Progresso democratico è nata come associazione ‘trasversale’, tanto da accogliere al suo interno sia personalità della maggioranza che personalità della minoranza, pur dello stesso alveo del centro-sinistra. Si chiacchiera che l’associazione possa trasformarsi in una ‘lista elettorale’, a sostegno dell’attuale primo cittadino. Che lei sappia, ci sono delle personalità di Sel che contribuiranno alla nascita di questa lista? Come valuta questo processo?

R: «Progresso Democratico, ad oggi, è ancora un'associazione politico culturale. Naturalmente, tutti abbiamo notato un affiatamento tra i due gruppi che formano l'associazione: i ‘fuoriusciti’ del PD (che non ho capito se si siano dimessi da tutti gli incarichi di rappresentanza che hanno nel partito, a tutti i livelli) e i compagni di SEL. Non ho voluto, per mia volontà, parteciparvi subito all'associazione, avvicinandomi molti mesi dopo, molto timidamente. Hanno tutto il diritto di organizzarsi, in vista della tornata elettorale, ma io porrei delle domande, soprattutto ai miei compagni di viaggio per molti anni. Che orizzonte nazionale ha questa eventuale Lista Civica’? Come si pone sugli argomenti scottanti del Paese? I ‘fuoriusciti’ del PD locale fanno parte, quasi tutti, della ‘corrente renziana’; SEL, anche a Bitonto, è stata, ed è, una voce critica alle politiche renziane sul lavoro, sulla scuola e si accinge ad affrontare, in questo inverno, una sfida importante come il referendum sulla riforma costituzionale, rimarcando il nostro ‘NO’. Come può nascere una Lista Civica con questa grande pregiudiziale?».

D: Come mai Sel decise di disertare l’evento, organizzato dal Pd, teso a costruire un dialogo fra tutte le forze politiche che si riconoscono nei valori del centro-sinistra?

R: «Decidemmo di disertare l'incontro perchè non vi erano le condizioni politiche per poter far si che da quella sede venissero fuori altri concetti, oltre gli attacchi e contrattacchi avvenuti nelle settimane precedenti a quell'invito».

D: Ultimamente, sui media, tengono banco essenzialmente due questioni: il botta e risposta fra la componente socialista e il primo cittadino, “protetto” dai suoi fedelissimi; poi, il botta e risposta fra il consigliere Natilla e l’assessore Daucelli. Lei che idea si è fatto?

R: «Io sono un grande ‘tifoso’ affinché, in una colazione politica, vi sia la presenza di uno o più Partiti. Non perché sminuisca l'importanza evidente delle Liste Civiche, ma perché la presenza dei Partiti ‘storici’ del centro-sinistra (PSI, SEL IDV, Rifondazione e PD) a livello locale delimitano, danno un orizzonte, danno un ‘colore’ alla coalizione stessa. Come diceva Webber “Per Partiti si debbano intendere associazioni fondate su un'adesione libera, costituita al fine di attribuire ai propri "capi" una posizione di potenza all'interno di un gruppo sociale e attribuire ai propri militanti attivi possibilità per il proseguimento di fini materiali e oggettivi”. Bisogna recuperare l'importanza e il ruolo centrale delle Segreterie di Partito. Cosa vuol dire "Bitonto è il mio partito"? Io farei una contro domanda: "Chi ha in tasca una tessera di partito non può fare l'interesse della comunità"? L'autonomia di critica e di manovra devono essere sempre garantiti ad un Partito. In questi quattro anni vi è stato un coordinamento che ha voluto SUPERARE le Segreterie di Partito, sgonfiare i Partiti e, in parte, hanno ottenuto il loro risultato. Mi chiedo, è normale che nel centro-sinistra bitontino vi siano, ad oggi, solo tre partiti (PD, PSI e Rifondazione) e che in una delle prossime coalizioni ci sia la possibilità di non trovare Partiti? Si ha la sensazione come se il pensiero libero che il Partito può avere dia fastidio. Per quanto riguarda l'altra questione, le diatribe di attacchi ad personam non mi appassionano».