Autonomia differenziata Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Rifondazione comunista chiede un Consiglio monotematico

Secondo il partito guidato da Dionigi Tafuto è fondamentale coinvolgere i cittadini in una riflessione collettiva

Un consiglio comunale monotematico sull’autonomia differenziata di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

A volerlo è stata “Rifondazione comunista”, che nei giorni scorsi ha fatto arrivare al sindaco Michele Abbaticchio una richiesta ad hoc.

Il progetto dell'autonomia differenziata portato avanti dal Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna rappresenta – si legge in una nota del partito di sinistra - una serie di problemi e di rischi per la tenuta dell'unità nazionale. Dopo i tentativi di cambiare in questi anni la Costituzione attraverso referendum, puntualmente bocciati dai cittadini, adesso ci sono tentativi indiretti tramite un accordo tra Regioni e Stato che il Parlamento verrebbe chiamato ad accettare o respingere in blocco. Senza possibilità di discussione per i parlamentari. Ma quel che è più grave senza discussione nel Paese. Si tratta di un progetto che si basa su presupposti infondati come ad esempio la presunta superiorità del buongoverno degli amministratori delle Regioni settentrionali rispetto a un Sud spendaccione. Oppure sulla idea ristretta di territorio che fa a pugni con la solidarietà nazionale, "prima gli italiani", poi "prima la mia Regione", poi " prima la mia provincia", poi "prima la mia città". Insomma, una logica egoista oltre che infantile e idiota, come se lo sviluppo di un territorio non fosse anche il prodotto di relazioni e legami con altri territori. È un disegno pericoloso perché scommette sul declino del Paese, con il Mezzogiorno che pagherebbe il prezzo più alto”.

E per evitare, allora, che tutto questo accada – la questione, in realtà, è oggetto di discussione anche nel Governo e perciò ancora in standby – anche il Comune di Bitonto potrebbe fare la sua piccola parte. “In primo luogo – scrive sempre il partito del segretario Dionigi Tafuto - crediamo che la nostra città e i suoi cittadini debbano essere coinvolti in questa riflessione collettiva. A partire dalla casa comunale e cioè dal Consiglio comunale della città di Bitonto, che come altre volte - su questioni generali e fondamentali - non si è sottratto al suo dovere. Crediamo che una seduta monotematica sul tema dei rischi dell'autonomia differenziata, aperta anche a cittadini e rappresentanti del mondo associativo, economico, professionale, sindacale sarebbe un fatto in sé positivo per la città di Bitonto”.