Consiglio comunale 1/ Un nuovo volto alla città in dieci anni, approvato il documento intermedio del Piano urbano per la mobilità sostenibile

L'assessore Calò: "Mira ad offrire più vivibilità, più sicurezza, a migliorare la qualità della vita e a ridurre l’inquinamento"

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È tornato a riunirsi ieri il Consiglio comunale, con i lavori che nell’aula consiliare sono partiti con la discussione in merito all’approvazione del documento intermedio sul PUMS, il piano urbano di mobilità sostenibile, redatto dalla società incaricata Sit&Ea srl.

«Si tratta di un documento di pianificazione della mobilità nel territorio che va nella direzione della sostenibilità, e frutto di una lavoro di partecipazione di più componenti – ha commentato l’assessore al ramo Rosa Calò. Parte dal DPP, il documento programmatico preliminare, approvato un anno fa, e mira ad offrire più vivibilità, più sicurezza, a migliorare la qualità della vita e a ridurre l’inquinamento. Pertanto è attento più verso la persona che verso i mezzi, adotta soluzioni che sono il mix tra servizi, infrastrutture e scelte culturali. È previsto un monitoraggio ed un controllo sistematico per il miglioramento delle azioni in cantiere, per questo è un documento flessibile e non rigido. Propone interventi in tre parti, ovvero realizzabili in tre, cinque e dieci anni, per dare così un volto nuovo alla città. L’analisi ha riguardato più elementi: i flussi di arrivo, i flussi di traffico, la classificazione delle strade a seconda del senso di marcia, i luoghi dove si sono verificati gli incidenti, le problematiche della sosta con conseguenti infrazioni, il livello di pedonalità e ciclabilità. Ora però è necessario approvare questo documento per andare a tradurre le visioni prospettiche in un programma di azioni concrete».

Il documento è stato analizzato dalla Terza Commissione, composta dai consiglieri Fabio Fiore (Riformisti Cattolici Popolari), Francesco Brandi (Città democratica) e Arcangelo Putignano (Tra la gente) per la maggioranza, Gaetano Bonasia (PD) e Cosimo Bonasia (Insieme per la città) per la minoranza. Ma il contributo è giunto anche da tutte le Commissioni consiliari e dall’Urban Center. In aula presente anche l’ingegner Farenga, della società Sit&Ea srl, che con una video ha mostrato graficamente i dati e i progetti in cantiere. Tra questi, anche la prospettiva di allargare al Zona a traffico limitato a tutto il centro storico, la pedonalizzazione del centro ottocentesco, la costruzione di un ponte di raccordo sulla lama per collegare via Berlinguer a via Modugno, e l’individuazione di diverse aree parcheggio per decongestionare il centro urbano.

Dai consiglieri di minoranza sostegno pieno al documento, seppur con qualche osservazione.

Michelangelo Rucci (Governare il futuro) infatti, oltre a richiedere i tempi di attuazione del documento, si sofferma sulla problematica “culturale”: «Queste azioni serviranno a dare alla cittadinanza un approccio diverso a questa problematica? Purtroppo non c’è ancora la volontà di adeguarsi e di accettare questa trasformazione nel nostro tessuto cittadino. Questo sarà il lavoro più difficile da fare».

D’accordo la vicesindaco Calò: «il lavoro da fare è enorme, i cambiamenti culturali richiedono tempi molto lunghi. È importante lavorare su informazione e comunicazione. Mentre per i tempi, cautelativamente abbiamo indicato un iter di 24 mesi ma si può anche fare in 12 mesi».

Dal PD, Antonella Vaccaro sottolinea l’apprezzamento al lavoro svolto e chiede, visto quanto accaduto nell’occasione, maggior sinergia in futuro tra gli assessorati. Più critico Cosimo Bonasia, componente della Commissione che ha lavorato alla redazione del piano.

«Avrei preferito una sintesi più tecnica del piano per innescare un confronto tecnico. È un documento intermedio che detta le linee strategiche e la visione della città ma deve essere sempre un work in progress, un documento cioè che deve essere messo in discussione perché non si può pensare all’evoluzione della città se non ci si adegua alla tecnologia che cambia. E poi, bisogna mettere poi in campo “la mobilità delle coscienze”, educare i cittadini. Non può esistere mobilità sostenibile se non c’è una mobilità comportamentale, serve spogliarsi delle vecchie abitudini per giungere ad un percorso anche tortuoso ma decisamente virtuoso, per un territorio migliore. E poi bisogna implementare lo studi con gli argomenti dei gas e delle polvere sottili per essere così sostenibili al 100%».

Il voto è solo una formalità: il documento viene approvato all’unanimità dall’intero Consiglio comunale.