Corte dei conti "bacchetta" Palazzo Gentile. Il sindaco rassicura: "Non esiste alcun dolo"

Il primo cittadino replica a Forza Italia e spiega: "i debiti che stiamo pagando sono degli anni '90"

“Il dolo? Non esiste. E sono rimasto sorpreso dalle parole del consigliere Carmela Rossiello”.

Il sindaco Michele Abbaticchio replica stizzito a Forza Italia a pochi giorni dal rapporto con cui la Corte dei Conti ha messo sotto la lente di ingrandimento i bilanci 2016 e 2017, il cui disco verde al rendiconto è arrivato persino in ritardo rispetto alla normativa vigente.

E partiamo da qui, allora.

L’organo contabile (clicca qui per articolo https://bit.ly/2XhuEbJ) ha rilevato alcune criticità, in modo particolare sui debiti fuori bilancio e sul rapporto con le partecipate.

Sul primo aspetto si ravvisa che Palazzo Gentile abbia speso in ritardo e troppo denaro, provocando un aggravio delle spese per l’ente che, se continuato, potrebbe addirittura causare il superamento dei parametri di deficitarietà. Sul secondo, invece, si registra, secondo la Corte, “ritardi nella riconciliazione dei rapporti debito/credito con gli organismi, disallineamenti tra crediti e debiti reciproci, nonché anomalie relative a Sanb”, che a luglio dovrebbe finalmente iniziare a operare.

Il rapporto è diventato subito terreno di scontro tra l’amministrazione comunale e quel che ne è rimasta dell’opposizione. Parole pesanti sono arrivate da Forza Italia, secondo cui saremmo dinanzi a una gestione incauta, incapace e quasi dolosa della cosa pubblica da parte della maggioranza, che deve – quindi – dare spiegazioni ai cittadini (leggi qui la nota dei forzisti https://bit.ly/2WOUGUM).

Dall’altra parte dell’emiciclo, ovviamente, la pensano diversamente. “Mi sorprendono le dichiarazioni di Rossiello – è la voce del sindaco Michele Abbaticchio - perché i debiti fuori bilancio in questione sono derivanti da altre amministrazioni e fanno riferimento, per la stragrande maggioranza, sulla vicenda espropri degli anni ’90. Stiamo anche pagando una somma molto alta, circa 300mila euro, per una causa persa nei confronti di un cittadino per la zona 167. Il dolo, dunque, non esiste nel modo più assoluto”.