Festa democratica. Finocchiaro: "Basta con Renzi e Berlusconi, pensiamo ai problemi del Paese"

La senatrice, intervistata dal giornalista Giuseppe De Tomaso, ha parlato di diversi temi al vaglio dell’opinione pubblica

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Proseguono tra dibattiti, incontri con ospiti illustri e serate musicali gli appuntamenti della Festa Democratica che si sta tenendo questi giorni a Bitonto. 


Ieri è stato il giorno di Anna Finocchiaro, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato.

La senatrice Pd ha fatto tappa nella sede locale del partito, accolta da consiglieri e iscritti, per discutere delle problematiche inerenti la città, prima tra tutte la questione tribunale che, in questi giorni, vede la politica lottare per evitare la chiusura della sede distaccata.

Una delegazione di avvocati ha partecipato all’incontro, per illustrare le proprie ragioni.

 Alle 20 la senatrice si è spostata nella Villa Comunale, per essere intervistata sulle questioni nazionali da Giuseppe De Tomaso, direttore della Gazzetta del Mezzogiorno.

Un’intervista a tutto tondo, senza tralasciare temi che quotidianamente sono al vaglio dell’opinione pubblica, a partire dalla corsa alla leadership del Partito Democratico, che vede in gara, tra gli altri, il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

 “Penso che Renzi abbia un’idea politica che non corrisponde a quella del Partito Democratico – accusa l’esponente politico –. Ha seguito, è molto popolare, ma è necessario distinguere la popolarità dall’idea politica. E non bisogna considerare la segreteria del partito come una strada per diventare premier”.

Siamo in un periodo in cui la popolarità è la chiave di tutto” osserva dolente la Finocchiaro, spiegando che “forse con Renzi si vince, ma poi che succede? Su quale idea politica si baserebbe l’azione di governo?”.

Dobbiamo liberarci dalla trappola del leaderismo”prosegue, annunciando che non voterà il sindaco di Firenze, anche perché in disaccordo con le modalità volute da Renzi per la corsa alla segreteria, ossia le primarie: “Se si vuole candidare a premier lo faccia, ma non pretenda che una platea indistinta lo elegga a segretario, per poi diventare premier. Le regole non possono essere fatte per rendergli la vita facile”.

Interrogata sulla stabilità del governo Letta e sulla possibilità di voto anticipato, continua: “Dobbiamo attenerci ai dati di fatto, che vedono Letta sostenuto anche dal Pdl. Una democrazia parlamentare potrebbe offrire alternative migliori, ma per adesso è necessario che questo governo di scopo resti in carica. Anche perché a giugno inizia il semestre di presidenza europea dell’Italia. Andare al voto prima o durante questo periodo sarebbe un disastro, perché ci impedirebbe, in questo periodo di difficoltà, di cogliere tutte le opportunità per rafforzare il Paese”.

 La domanda su Berlusconi e sulla sua recente condanna ha offerto, infine, l’occasione per denunciare una vera e propria “emergenza paese”: “In Europa si stupiscono di come una persona condannata per frode fiscale possa essere ancora in politica. Ma il problema non è Berlusconi. Nel Paese è diffusa l’idea che si possa frodare il fisco. Da una parte l’antipolitica accusa la classe politica di comportamenti fraudolenti, dall’altra spesso non si perde occasione per ingannare lo Stato. Dobbiamo ammettere che il marcio non c’è solo nella classe politica, ma in ciascuno di noi”.

 “Il nostro sistema fiscale è iniquo, perché lascia aperte le porte alla grande evasione, facendo si che si crei anche un’evasione di necessità da parte dei cittadini meno abbienti. In tal modo vengono meno le risorse per garantire i servizi. Chi lo nega è un tartufo” conclude la senatrice lamentandosi di come media ed opinione pubblica si concentrino esclusivamente su Renzi e Berlusconi e sulle loro vicende, tralasciando altri temi.