Il Commento/Quando il consiglio comunale si trasforma in un brutto teatrino

Nonostante a Palazzo gentile ci sia una maggioranza schiacciante, sulla gestione urbana emergono evidenti fratture

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Come ben sappiamo, la maggioranza a sostegno dell’amministrazione Abbaticchio è molto ampia. Dei 24 componenti della massima assise cittadina, solo 5 costituiscono l’opposizione al governo cittadino. Parliamo di Emanuele Sannicandro, Cosimo Bonasia e Michele Daucelli, per Iniziativa Democratica, Francesco Scauro, per il Partito Socialista Italiano, e Carmela Rossiello per Forza Italia. I restanti consiglieri sostengono tutti Michele Abbaticchio e la sua giunta. Una maggioranza schiacciante, granitica, che dovrebbe porre al riparo da rischi per quel che resta del quinquennio.

Ma gli eventi di ieri, durante la discussione sulla ricapitalizzazione della Sanb, hanno dimostrato che non è affatto così. Quella maggioranza granitica si è ritrovata d’un tratto tutt’altro che tale (sui social non sono mancate le ovvie ironie sulla contrapposizione tra consistenza granitica e consistenza “granita”). L’assenza di alcuni consiglieri, quelli di Sud al Centro, ha esposto la seduta del consiglio al rischio di assenza del numero legale di 15 consiglieri, necessario per far proseguire i lavori, cosa che non accadeva da tempo. Solo la presenza dell’opposizione ha permesso che la discussione proseguisse. La stessa opposizione poi accusata, anche con ingiustificata veemenza, di non voler votare favorevolmente un provvedimento che, se non fosse stato per loro, a prescindere dalla posizione (astensione), non sarebbe stato votato e approvato ieri.

Ripetiamo quanto successo. All’annuncio del punto sulla ricapitalizzazione, Sud al Centro, con i suoi tre consiglieri presenti (Giuseppe Santoruvo, Giuseppe Fioriello e Vito Labianca), più Massimo Lacetera per La Puglia in Più, si assentano, salvo poi rientrare repentinamente quando l’opposizione dichiara di voler restare in aula per garantire comunque il numero legale. L’assenza di numerosi esponenti di maggioranza e la necessità di votare in presenza di quanti più consiglieri sono state le giustificazioni addotte da Santoruvo.

Un “teatrino”, come l’ha definito Carmela Rossiello, brutto da vedere, con una forza di maggioranza che, come ha pubblicamente denunciato l’esponente del centrodestra, confidava nell’opposizione per sabotare il prosieguo del consiglio.

Lo stesso sindaco ha biasimato pubblicamente il presidente del consiglio Vito Labianca e il suo vice Giuseppe Santoruvo (in quota proprio “Sud al Centro”) di aver abbandonato il loro ruolo istituzionale per mere valutazioni politiche.

Sono, quindi, emersi in tutta la loro forza, fratture che erano già evidenti da tempo tra le forze pro-Abbaticchio. Fratture che vedono da un lato Sud al Centro, vicina all’attuale Consiglio di Amministrazione dell’Asv, e dall’altro la giunta e che, nella gestione dell’affidamento del servizio di igiene urbana, vedono uno dei principali terreni di scontro.

I dissidi erano già stati resi evidenti in altre occasioni, come la destituzione di Arcangelo Putignano dalla carica di delegato sindaco di Palombaio, o come altre sedute del consiglio quando, mentre dalla maggioranza si criticava il cda, accusato di essere chiuso e sordo nei confronti del governo cittadino, Sud al Centro difendeva l’organo, addebitando la responsabilità delle perdite e dei bilanci in rosso all’amministrazione precedente, guidata dall’amministratore unico Vincenzo Castellano, che, sulle pagine del nostro periodico mensile, respinse al mittente le accuse.

Dunque, mentre l’Asv versa sempre più in cattive acque e la Sanb ancora è lontana dal partire (“è nata morta” sempre secondo Rossiello), sul servizio di igiene pubblica si gioca una battaglia tutta interna alla maggioranza.