Italia in Comune. Gli ingressi non si fermano. Abbaticchio: “Siamo punto di riferimento del civismo ‘puro’ in Puglia”

Cambia il direttivo nel frattempo. Il coordinatore regionale adesso è il nuovo entrato Rosario Cusmai, mentre il presidente è Antonio Nunziante

Stampa l'articolo
Italia in Comune Puglia registra l’ingresso, tra le sue fila, di amministratori locali e di liste civiche confederate, al punto da poter essere considerato “punto di riferimento del civismo strutturato ed organizzato”, come ha sottolineato Michele Abbaticchio che ha parlato di un “polo finalmente non leaderistico in Puglia”. E’ stato lui, fresco di elezione nel coordinamento nazionale in qualità di vice di Pascucci, a mettere a segno una serie di operazioni che lo hanno portato a stretto contatto con i territori e che, vicendevolmente, ha fatto sentire i territori e i loro referenti realmente protagonisti delle scelte. Una strategia che, evidentemente, si è rivelata vincente viste le numerose nuove adesioni di peso delle ultime settimane e le aperture delle nuove sezioni di partito un po’ ovunque nelle provincie di Puglia.
 
Il punto della situazione è stato fatto proprio ieri l'altro, nel corso dell’assemblea dei referenti locali che si è svolta a Bitonto e durante la quale è stato ufficializzato l’ingresso, ad esempio, di Rosario Cusmai, consigliere comunale di Foggia e vicepresidente della provincia. Assieme a lui, aderiscono ufficialmente al partito anche il sindaco di Capurso, Francesco Crudele e l'assessore di Trani, Tommaso Laurora.
 
L’assemblea ha ridisegnato anche l’assetto delle cariche rappresentative: Cusmai sarà il nuovo coordinatore regionale, che prende il posto di Abbaticchio, il quale resta componente del direttivo pugliese. Suo vice il sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci che, a sua volta, ’lascia’ l’incarico di presidente provinciale per Bari a Tommaso Depalma, primo cittadino di Giovinazzo. La presidenza regionale è stata assegnata, invece, al vicepresidente della Giunta regionale, Antonio Nunziante. Vicepresidente regionale del partito sarà, invece, l’assessore Tommaso Laurora. A Taranto, infine, neo-eletto presidente provinciale è Armando Grassi.
 
 
 
Proseguiamo lungo il percorso di lavoro che ha permesso di creare una rete di amministratori animati dalla passione per la politica, dall'amore per la legalità e dal rispetto per le buone prassi amministrative oltre che da valori quali amicizia e lealtà. Ora è il momento di radicarsi ulteriormente sui territori e di affrontare la sfida delle europee che ci vedrà impegnati assieme a Più Europa con l'obiettivo di superare il 4 per cento ed eleggere un nostro rappresentante al Parlamento europeo”, ha commentato il neoeletto coordinatore regionale durante i lavori.
 
Della necessità di “fornire una alternativa credibile all’attuale politica e di tornare a dialogare con i territori” ha parlato il presidente Antonio Nunziante che ha sottolineato “l’importanza di valorizzare qualsiasi esperienza provenga dal basso con il contributo di tutti”.
 
Italia in Comune è un sistema che muove dalle buone prassi e dai tanti amministratori che, ogni giorno, le portano avanti rispondendo, così, alle esigenze delle persone oggi deluse dalla politica dei personalismi”, ha motivato Francesco Crudele l’adesione al progetto a cui hanno fatto eco le parole dell’altra ‘new-entry’, il vicecoordinatore Laurora, che si è detto “felice di poter abbracciare un progetto fatto di amministratori pubblici che sanno ascoltare i territori e risolverne i problemi e di intraprendere un percorso che è già robusto sia a livello regionale che nazionale”.
 
Soddisfazione espressa dai sindaci Carlucci e Depalma per l’avvicinamento di tanti nuovi iscritti: “Il motivo - a detta dei due amministratori - è semplice: la nostra è una forza politica a misura degli Enti locali e molto vicino ai territori e alla gente e, soprattutto, un partito in cui puntiamo sulla squadra”.
 
 
 
Concetto ribadito anche dallo stesso Abbaticchio: “Che nel partito vengano abbandonate le gerarchie e i verticismi ho voluto dimostrarlo in prima persona, lasciando il coordinamento regionale a Rosario e non trattenendo la carica, sebbene non fosse incompatibile con il ruolo nazionale. Oggi siamo progetto coerente, credibile, coraggioso e simbolo del civismo puro”.