L'opinione/In politica, a Bitonto, nulla si crea e distrugge, ma tutto si trasforma

Maurizio Loragno passa, in rapida rassegna, i quattro anni e mezzo dell'amministrazione di Michele Abbaticchio

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In principio era il verbo: siAMO; poi il verbo si fece carne!

Nel 2012 si affaccia sulla scena politica bitontina quello che, a metà dello stesso anno, diventerà il sindaco più giovane della storia cittadina (poi, però, si scoprirà che neanche questo è vero!). Supportato da una coalizione con “vocazione civica” (che comprende Rifondazione Comunista, Per un cambio generazionale vero, Città Democratica, Giovani per…, Progetto comune, Italia dei valori, Partito Socialista, Sinistra ecologia e libertà, Laboratorio), “mister 17mila voti” arriva a Palazzo Gentile. Il “dirigente dell’Amministrazione Valla”, che con la stessa amministrazione voleva segnare un solco di discontinuità, riesce a portare nell’emiciclo cittadino due consiglieri di quella stessa maggioranza: Francesco Paolo Cuoccio e Domenico Patierno. Quanto agli assessori, pur di altissimo profilo professionale, il veto dei talebani ha la meglio! Nel corso della consigliatura il “Gruppo Misto” ha aumentato il numero degli “iscritti”, attingendo dagli “scontenti” della maggioranza. Maggioranza che perde un pezzo allorquando Francesco Rutigliano passa nel gruppo del Partito democratico, con il primo cittadino che su Facebook (sua abituale dimora) bolla questo comportamento (e le dimissioni da delegato sindaco) con un non meglio specificato “e non farmi aggiungere altro”.

VitoPalmieri si dimette da presidente del Consiglio comunale che, per mesi e mesi, verrà “guidato” dal vicepresidente Cuoccio. Sono le dimissioni da consigliere comunale di Rutigliano, e l’ascesa al trono consigliare di Michele Valeriano in quota Sinistra ecologia e libertà, che riportano la maggioranza in grado di eleggere un presidente dell’assise. La scelta ricade sul consigliere del Partito democratico Gaetano De Palma, che si appropria dello scranno più alto dell’aula contro il volere della propria segreteria. Ancora oggi non si capisce chi e con chi sono state concluse le trattative di un’elezione che, certamente, passerà alla storia come il più grande sgarbo istituzionale che un sindaco abbia mai potuto commettere (non da solo, ovviamente, perché complici sono stati i consiglieri che hanno scritto quel nome).

La maggioranza espelle, con vari comunicati consegnati alle testate locali, il gruppo del Partito socialista dalle sue fila e, conseguentemente, la delega all’assessore Francesco Scauro viene ritirata. Tutt’ora questa delega, come molte altre, sono nelle mani del vicesindaco della Città Metropolitana (perché nel frattempo il primo cittadino si fa eleggere anche in seno al Consiglio metropolitano, diventando il braccio destro di Decaro). PartiAMO è un altro verbo che intende scalare l’indice di gradimento locale ma, a quanto pare, chi doveva partire è rimasto fermo su un binario morto! L’autunno dell’anno che sta per finire ci “regala” la conferenza stampa di presentazione della “Coalizione 2017” che, “può discutere di tutto e con tutti ma non della ri-candidatura del sindaco uscente”. A proferir tali parole è il segretario particolare del sindaco (vincitore di un bando pubblico, per la durata del mandato della persona di cui aveva curato la campagna elettorale), Pasquale Castellano, referente di Per un cambio generazionale vero. Insieme a lui quella sera erano presenti Luca Scaraggi (referente di Progetto comune), Domenico Incantalupo (referente di Bitonto solidale, anche se eletto nelle file di Laboratorio e diventato assessore per rappresentare quella Lista in giunta), Dionigi Tafuto (referente di Rifondazione comunista), Francesco Pafetta (referente di Italia dei valori), Cosimo Bonasia (referente di Sinistra ecologia e libertà), Lillino Sannicandro (referente di Progresso Democratico), Giuseppe Martucci (referente di Città democratica), Nicola Parisi (referente di Giovani per…, nel frattempo divenuto assessore all’Urbanistica) e Vito Masciale (che nel frattempo aveva lasciato la carica di assessore per ricoprire l’incarico di presidente dell’A.S.P “Maria Cristina di Savoia", referente per Riformisti cattolici popolari). Non pervenuto, invece, il referente di La Puglia in più, che pure nei mesi precedenti aveva aderito alla compagine di maggioranza.

Trascorso qualche giorno, la squadra d’assalto si arricchisce di un nuovo elemento. L’ex prefetto Antonio Nunziante, ora assessore regionale, annuncia di voler fare una Lista (che non abbia solo un respiro locale) a sostegno dell’attuale inquilino di Palazzo Gentile, indicando Picciotti come referente cittadino. Neanche il tempo di capire cosa stia succedendo e Castellano, con uno scatto felino, annuncia che “Per un cambio generazionale vero confluirà nella Lista Nunziante” seguito, per quanto riportato su un quotidiano, da un assessore e un consigliere di Progetto comune. In pieno “stile pontista”, il famoso “non è come sembra”, i due interessati sembra abbiano rilasciato delle dichiarazioni sui propri profili Facebook che, a parere di molti, non confermano e non smentiscono quanto affermato dal quotidiano. Sulla scia di Nunziante si presenta a Bitonto anche Alfonso Pisicchio e dichiara di voler appoggiare per il 2017 il vicesindaco della Città metropolitana. In questa lista dovrebbe trovare posto Vito Labianca (attuale consigliere di opposizione, in quota Alleanza di centro), già assessore dell’amministrazione Valla. Evidentemente, per lui, questi cinque anni di opposizione sono serviti da Purgatorio e quindi la discontinuità con Valla, come ogni regola, può avere la sua eccezione.

Di questi giorni, poi, è la novità politica: nasce “Insieme per la città”, la lista che unisce Progresso democratico e Sinistra ecologia e libertà. Per la verità, gli organi sovracomunali di S.E.L. nulla sanno in proposito, tanto che il simbolo del Partito di Vendola viene subito ammainato dalla sezione, facendo sorgere una legittima domanda: ma in giunta e in consiglio chi rappresentava S.E.L. oggi cosa o chi rappresenta? Progresso democratico (nato come associazione socio politico culturale, con lo scopo di riunificare il centrosinistra), invece, inciampa (solo) su una dichiarazione del 2014, allorquando disse che “non siamo una lista civica e non vogliamo crearle”, per cui la domanda in questo caso è: cos’è Insieme per la città? Siamo certi che la squadra non sia ancora completa, e quindi attendiamo qualche altra uscita perché qui a Bitonto, in politica, nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma!