La Politica, ieri e oggi/Lo "scippo elettorale" a Bitonto. Le elezioni politiche del 1994

Il bitontino Cettino Trotta fu inizialmente eletto alla Camera, ma il riconteggio chiesto da Vendola gli sfilò la vittoria

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1994. L’anno in cui iniziò la cosiddetta “Seconda Repubblica”. I tradizionali protagonisti della Prima erano caduti quasi oppure erano ormai prossimi alla fine. Erano sorti nuovi protagonisti sulle ceneri dei precedenti e, soprattutto, era sceso in campo colui che rivoluzionò l’rena politica di quegli anni: Silvio Berlusconi con la sua Forza Italia e con il Polo delle Libertà che racchiudeva oltre al suo partito, anche Alleanza Nazionale, Lega Nord e Centro Cristiano Democratico. Nuove forze politiche, nuovi leader e nuove alleanze sostituiscono il vecchio sistema politico spazzato via dalla crisi politica ed economica, dagli sconvolgimenti della politica internazionale e dal colpo di grazia inflitto da “Mani Pulite”. In poche parole, dalla “grande slavina” descritta dallo storico Luciano Cafagna.

Si tennero domenica 27 e lunedì 28 marzo e furono le prime elezioni a svolgersi dopo soli due anni dalla precedente tornata elettorale. Si votò con il nuovo sistema elettorale maggioritario sancito dalla legge Mattarella, detta anche Mattarellum. Inoltre, si votò in due giornate per andare incontro alle richieste delle comunità ebraiche e placare le furiose polemiche sulla coincidenza delle elezioni con la Pasqua ebraica.

A vincere fu la coalizione di centrodestra che, mentre nel nord Italia si chiamava Polo delle Libertà, nelle regioni centromeridionali si chiamò Polo del Buon Governo.

Il partito più suffragato, alla Camera dei Deputati, fu Forza Italia che, a livello nazionale, raggiunse il 21,01€ dei voti, seguito dal Partito Democratico della Sinistra con il 20,36%. Seguirono Alleanza Nazionale (13,47%), Partito Popolare Italiano (11,07%), Lega Nord (8,36%), Rifondazione Comunista (6,05%), Patto Segni (4,68%), Lista Pannella (3,51%), Federazione dei Verdi (2,70%) più altre liste minori.

Al Senato, invece, fu la coalizione dei Progressisti a raggiungere il maggior numero di consensi, attestandosi al 32,90%. Seguirono il Polo delle Libertà (19,87%), Patto per l’Italia (16,69%), Polo del Buon Governo (13,74%).

Le politiche del ’94 furono un successo per il centrodestra anche a Bitonto che, al Senato, vide il Polo del Buon Governo arrivare al 36,17% e superare i progressisti, fermi al 35,33%. A seguire, Patto per l’Italia (22,26%), Pannella – Riformatori (4,01%), Rinnovamento (1,18%) e Lega d’Azione Meridionale (1,05%). Del resto, già in occasione delle elezioni nel ’92, la sezione bitontina del Msi aveva contribuito alla vittoria di Giuseppe Mininni Iannuzzi, eletto al Senato.

Ma il successo maggiore fu alla Camera. Il centrodestra bitontino arrivò quasi a sedersi sugli scranni di Montecitorio con Cettino Trotta.

Il partito più votato fu Alleanza Nazionale (28,59%), seguito da Pds (19,69%), Rifondazione Comunista (11,85%), Partito Popolare Italiano (9,15%), Patto Segni (8,95%) ecc.

Trotta stesso arrivò quasi alla Camera, superando inizialmente, Nichi Vendola (Rifondazione Comunista), salvo poi vedere la sua vittoria sfumare e andare al terlizzese a seguito di un riconteggio che, sulle pagine del “da Bitonto” di aprile maggio 1994, definì uno “scippo elettorale”.

«Attendo fiducioso la positiva conclusione della vicenda, perché sia resa giustizia agli elettori del collegio e alla lista che mi onoravo di rappresentare. Venga reso, in tempi brevi, il maltolto!» fu l’auspicio di Trotta che, però, non ebbe esito positivo.

Il caso approdò anche a Montecitorio, dopo il riconteggio chiesto vittoriosamente da Vendola e il ricorso di Trotta.

«A conclusione delle operazioni elettorali conseguenti al voto del 27 e 28 marzo 1994 per il collegio uninominale n. 26 (Bitonto) della XXI circoscrizione Puglia, è stato proclamato eletto dall'ufficio centrale circoscrizionale il candidato Nicola Vendola, detto Nichi, con voti 26.955. Al secondo posto per numero di voti è risultato il candidato Felice Trotta, con voti 26.764, quindi con una differenza di 191 voti in meno del proclamato» comunicò Luciano Ciocchetti (Centro Cristiano Democratico), introducendo la discussione sulla vicenda durante la seduta del 5 aprile 1995.

«I dati ci dicono che il cittadino candidato Felice Trotta ha riportato più voti del candidato onorevole Nichi Vendola – disse l’onorevole Francesco Amoruso (An) – Abbiamo dunque di fronte la realtà di un'elezione che non è quella voluta dai cittadini; abbiamo di fronte una posizione di abusivismo nell'occupazione di un posto in quest'aula da parte di un cittadino e, nel frattempo, abbiamo di fronte un altro cittadino che non può sedere in quest'aula, nonostante gli elettori abbiano espresso la loro volontà in tale direzione. Il gruppo di Alleanza Nazionale chiede quest'oggi che […] si proceda alla votazione sulla decadenza dell'onorevole Nichi Vendola ed alla proclamazione del signor Felice Trotta a membro dell'Assemblea. È un atto di giustizia, un atto che l'Assemblea stessa deve ai cittadini che sono i titolari primari del diritto di scelta».

Dichiarazioni a cui seguirono gli applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia e la conseguente risposta da Raffaele Della Valle (Forza Italia), vicepresidente in veste di presidente: «Onorevole Amoruso, la Presidenza apprezza molto il suo intervento ed anche la sua foga. Mi corre tuttavia l'obbligo di una precisazione: proprio per quel rispetto della volontà popolare cui lei fa appello, credo che il rispetto si debba invocare anche verso noi stessi e verso l'Assemblea. Non credo sia consentito ad alcun deputato dichiarare che in quest'aula, da un anno è presente un abusivo. Abusivo è solo il parcheggiatore! Giudice dei titoli di ammissibilità dei suoi componenti è solo la Camera attraverso un voto e, fino ad allora, qui non ci sarà nessun «abusivo» e nessuno potrà ritenere illegittima l'elezione di un deputato».

Seguirono altri applausi, questa volta da parte dei gruppi progressisti-federativo, di Rifondazione Comunista, del Partito Popolare Italiano e dei Democratici.

La conclusione dell’impasse fu a favore, come sappiamo tutti, del futuro governatore pugliese, come comunicò sempre Ciocchetti, spiegando che a dar vittoria al terlizzese era uno scarto di soli 27 voti: «Il candidato Trotta ha presentato ricorso, ritenendo, appunto, che vi fossero stati degli errori - chiamiamoli così - nello spoglio sia delle schede nulle che di quelle bianche ed anche, come si è successivamente verificato esaminando le schede valide, nell'attribuzione dei voti validi. Tutto ciò, lo ripeto, è emerso dall'esame che abbiamo effettuato sulle schede valide. Pertanto, la Giunta ha preso atto del ricorso e, dopo le operazioni preliminari di verifica dei poteri operate dagli uffici e dalla Giunta delle elezioni, quest'ultima, nella seduta del 13 luglio 1994, ha approvato la proposta del relatore per la XXI circoscrizione di costituire un comitato di verifica al fine di revisionare le schede nulle, bianche e contestate dei collegi per le quali sono stati presentati ricorsi, tra cui il collegio n. 26. Nella seduta del 18 ottobre 1994, è stato dato conto dei risultati della verifica delle schede bianche, nulle e contestate per il collegio in questione e la Giunta ha approvato le conseguenti modifiche alle cifre elettorali in base alle quali, a quel momento, il proclamato Nicola Vendola è risultato avere 27.136 voti, mentre al ricorrente Felice Trotta sono stati riconosciuti 27.109 voti, con una residua differenza di voti a favore del proclamato di 27».

Dallo schieramento avverso, della vittoria di Vendola fu contento Marco Vacca che, sempre sullo stesso numero del “da Bitonto”, scrisse: «È un piacere ascoltare Nichi Vendola, un “compagno di strada”, che i progressisti bitontini hanno appoggiato senza pentimento e gli hanno dato la possibilità di essere una significativa eccezione alla vittoria del centrodestra al Sud. La sua foga, la sua consapevolezza culturale, il suo “sentire” ecclesiale non dispiacciono: siamo ben sintonizzati».

Nello stesso anno, ma il 12 giugno, si tennero anche le elezioni europee. E anche in quell’occasione il centrodestra vinse. Forza Italia arrivò al 30,60%, mentre il Pds al 19,10%. A seguire Alleanza Nazionale (12,50%), Partito Popolare Italiano (10,01%), Lega Nord (6,58%), Rifondazione Comunista (6,07%), Patto Segni (3,26%), Federazione dei Verdi (3,19%), Pannella – Riformatori (2,14%) e, a seguire, le liste minori.

A Bitonto fu sempre Forza Italia il partito più suffragato (36,15%), ma il secondo fu Alleanza Nazionale (23,77%). Poi Pds (12,16%), Ppi (7,13%), Federazione dei Verdi (6,47%), Rifondazione Comunista (3,91%), Patto Segni (3,11%).