Le consulte si trasformano. Approvate le modifiche allo statuto comunale

Le novità riguardano principalmente gli istituti di partecipazione

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«Gli uffici hanno finalmente dato il parere di regolarità alle proposte di modifica e bisogna ripartire dallo Statuto. Quindi, nei prossimi giorni, ci saranno novità».

Furono queste le parole del sindaco Michele Abbaticchio quando, a novembre, chiedemmo dello stato di salute delle consulte. Finalmente quei “prossimi giorni” sono arrivati.

Il consiglio comunale ha approvato le modifiche allo statuto comunale riguardanti proprio questo istituto. A comunicarle, la consigliera del Partito Democratico Antonella Vaccaro, che sottolinea come gli interventi riguardino principalmente il settore della partecipazione e il mondo del volontariato: «Come sappiamo, da ormai due consigliature non è stato attivato il forum delle consulte. A causa di diversi problemi non siamo riusciti, finno ad oggi, a rinnovare le consulte. Ma non ci siamo persi d’animo e ci siamo dati da fare attraverso la commissione Affari Istituzionali, che permette a tutti di intervenire e dare il proprio contributo».

«Abbiamo provato ad ampliare il raggio d’azione delle consulte, mettendo insieme più associazioni e incrementando le possibilità di partecipazione» aggiunge Vaccaro, spiegando che si è agito nell’ottica di una maggiore cooperazione tra le varie realtà del territorio: «Il mio più grande desiderio, ormai per la prossima consiliatura, è rivedere il regolamento dei comitati di quartiere, che sono stati una buona intuizione, nonostante un risultato limitato».

Ma quali sono state, in sintesi, le modifiche allo statuto?

Le consulte sono state completamente riorganizzate, pensate per non essere compartimenti stagni, ma per consentire maggiore sinergia tra le varie realtà del territorio.

E così la consulta per gli anziani diventa consulta per anziani e per la tutela della salute. A quella per l’ambiente ed il territorio si aggiunge l’obiettivo della sostenibilità, mentre a quella dedicata alla cultura vengono destinati altri obiettivi quali le arti e la promozione dell’intercultura. La consulta per le donne vede aggiungersi pari opportunità, inclusione e volontariato, mentre quella dello sport diventa consulta per lo sport ed il tempo libero. Si trasforma, invece la consulta per le forze economiche e sociali, assumendo la denominazione di “consulta per il lavoro e le attività produttive”, che include, dunque, anche i compiti della scomparsa consulta per i problemi del lavoro. Stessa cosa per la consulta del volontariato, ora consulta del terzo settore. Spariscono le consulte per i giovani e per le libere professioni. Al loro posto quella per l’istruzione, la formazione e le politiche giovanili e quella per la sicurezza, la protezione civile e la legalità.

Piccoli cambiamenti anche per le norme che regolano l'indizione di un referendum che da orain poi dovrà essere accompagnato da non meno di 300 sottoscrizioni, legalmente autenticate, di cittadini aventi diritto al voto e iscritti nelle liste elettorali del Comune di Bitonto.