Palmieri (Laboratorio): “Dopo unità del Centro-Sinistra, concordare programma, primarie e candidato"

L'ex presidente del Consiglio comunale: "Non c'è alcun nesso tra mancata elezione in Regione e mie dimissioni"

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Continuiamo il nostro percorso per tentare di chiarire quale sarà il “quadro politico” che i bitontini dovranno “ammirare”, in vista delle elezioni amministrative del 2017. Abbiamo avvicinato, quindi, il dottor Vito Palmieri, segretario de “Il Laboratorio”, a cui abbiamo rivolto qualche domanda, per dissipare possibili dubbi sulle dinamiche che potrebbero apportare modifiche nell’attuale panorama politico.
Il Movimento politico è rappresentato in consiglio comunale dal signor Emanuele Schettini e, in Giunta, dal dottor Mimmo Incantalupo.

Può ripercorrere le tappe che L’hanno indotto a rassegnare le dimissioni, prima da Presidente del Consiglio comunale e poi anche da consigliere comunale, chiarendone le motivazioni?
“Ho già risposto pubblicamente, in occasioni e contesti diversi, a questa domanda. Da ultimo in Consiglio comunale, nel corso dell’ultima seduta alla quale ho partecipato. All’indomani delle Regionali 2015, ‘Il Laboratorio’ ha fatto le proprie riflessioni sui risultati politici delle elezioni e, soprattutto, sui riflessi che gli stessi avrebbero potuto produrre, in futuro, sulla situazione politico-amministrativa locale. L’exploit del ‘Movimento 5 Stelle’, l’elezione di Domenico Damascelli in Consiglio regionale da parte del Centro-Destra e la perdurante divisione del Centro-Sinistra in due raggruppamenti, riducono al minimo, in futuro, la possibilità di una riconferma dell’attuale quadro di maggioranza. Ergo, la necessità di riavvicinare le due anime del Centro-Sinistra, cominciando a dialogare in termini costruttivi per la prossima tornata elettorale, atteso che riteniamo irripetibile la situazione del 2012, che ha visto trionfare le Liste Civiche con Abbaticchio sindaco. Per rendere veramente costruttivo il dialogo e per dare dimostrazione tangibile della serietà dell’iniziativa politica ‘Il Laboratorio’ ha messo a disposizione della maggioranza la funzione di garanzia istituzionale della Presidenza del Consiglio comunale, da ‘offrire’ al Partito Democratico, e per non prestare il fianco ad equivoci e/o strumentalizzazioni, ho rassegnato le dimissioni dalla carica. In relazione, invece, alle dimissioni da Consigliere comunale, è nel DNA del nostro Movimento utilizzare al massimo il principio della partecipazione alla vita pubblica dei propri aderenti, non lasciandone la rappresentanza politica sempre alle stesse persone, incentivando così la forza del Movimento”.

Il Gruppo consiliare del “Suo” Movimento politico era uno dei più corposi che costituivano la maggioranza, contando inizialmente 3 membri. Può spiegarci, con chiarezza, le cause che hanno portato alla rottura con gli altri due membri del Gruppo?
“Anche qui devo fare alcune precisazioni. ‘Il Laboratorio’ aveva chiuso la lista a 21 candidati, diventati 22, all’ultimo momento, con l’inserimento del sig. Patierno Domenico, nominativo sollecitatomi dal candidato sindaco, atteso che il predetto nominativo non trovava accoglienza presso alcuna altra Lista. La candidatura del dott. Carelli, invece, convenuta con il referente del gruppo omonimo, è avvenuta all’ultimo momento in via sostitutiva di altro nominativo. Entrambi gli ex consiglieri de ‘Il Laboratorio’, come ben Lei può intendere, sono del tutto estranei alla vita e all’idealità del Movimento civico. Insieme, i due ex Consiglieri, hanno conseguito un terzo dei voti, ma hanno rappresentato i due terzi della forza del gruppo in Consiglio comunale. Se poi consideriamo che entrambi sono stati del tutto ‘assenti’, dentro e fuori il Consiglio comunale, e che entrambi hanno dimostrato di avere motivazioni diverse dal Gruppo di riferimento, è chiaro che non potevano continuare a rappresentare il Movimento e la rottura è diventata la conseguenza inevitabile”.

Come valuta la “apertura” del primo cittadino, verso il Partito Democratico, per quanto attiene l’elezione del Presidente del Consiglio comunale? Ritiene che la carica dovesse rimanere in seno a Il Laboratorio?
“Il coinvolgimento del PD deve obbligatoriamente avere dei processi di transizione finalizzati ad un dialogo politico propositivo. Le mie dimissioni avevano un unico scopo: accelerare questo processo, atteso che sulla riunificazione dei due raggruppamenti del Centro-Sinistra non c’è unità d’intenti tra le forze della maggioranza. Anche qui devo precisare che ‘Il Laboratorio’ non ha mai portato il cervello all’ammasso e che, nel caso di specie, non si tratta di ‘apertura del Sindaco’ al PD ma di iniziativa politica vera e propria di alcune forze di maggioranza, che sostengono il sindaco Abbaticchio, e che fanno della propria autonomia la propria forza, che non rilasciano deleghe in bianco a chicchessia e non cedono sovranità a nessuno”.

Nell’ultima tornata elettorale per l’elezione del Consiglio regionale della Puglia Lei ha inteso proporre la Sua candidatura. Per alcuni è questo il “punto di svolta” che ha modificato i Suoi rapporti all’interno della maggioranza. E’ così? Sono forse stati disattesi degli impegni?
“Sono stato candidato nella lista civica ‘La Puglia con Emiliano’. Abbaticchio ha conosciuto fin dall’inizio le dinamiche della mia candidatura. Ho preso atto della ‘indisponibilità’ di tutti i gruppi di maggioranza nei miei confronti, compresi i due ex consiglieri de ‘Il Laboratorio’. Sinceramente non me ne dispiace. Ho potuto verificare, dal vivo, la slealtà e l’ipocrisia di molti, ma non c’è alcun nesso con le mie dimissioni”.

Nelle elezioni politiche del 2013, il “Suo” Movimento ha sostenuto un esponente (barese) pesantemente criticato nella tornata elettorale per le Amministrative, da candidati e sostenitori della “Sua” coalizione. Fra l’imbarazzante ed assordante silenzio dei Suoi colleghi di maggioranza, noi fummo gli unici a far notare “l’incoerenza”. Può chiarirci le ragioni di quella scelta?
“I Movimenti Civici, in quanto legati ad un piccolo territorio, hanno un proprio limite funzionale ed operativo. Pertanto, quando si parla di elezioni sovracomunali è naturale, anche per i Movimenti Civici, operare delle scelte. La scelta fatta nel 2013 avvenne con un candidato del Centro-Sinistra (nella fattispecie un candidato del Centro Democratico) che, guarda caso, con una percentuale di circa 1,5%, fece vincere le Politiche alla coalizione di Centro-Sinistra, per una manciata di voti. Anche qui siamo di fronte ad atteggiamenti di correttezza e di coerenza da parte de ‘Il Laboratorio’. Per quanto riguarda, invece, questioni altrui, lascio a loro l’assillo della pena”.

Nel 2008 si candidò come Sindaco di Bitonto. Per il turno di ballottaggio si apparentò con il Partito Democratico, sostenendo il loro candidato sindaco. Oggi Laboratorio e PD siedono in posizione opposta, in seno al Consiglio comunale, rispettivamente in maggioranza e minoranza. Ritiene ancora che quella del 2012 rimanga l’unica scelta perseguibile? E’ anche Lei dell’avviso che il Centro-Sinistra debba provare a superare le divisioni?
“Sin dalla nascita ‘Il Laboratorio’, e prima ancora con ‘Valori Sociali’, con assoluta coerenza si è mosso nell’ambito delle forze di Centro-Sinistra, pur non condividendo spesso alcune scelte che hanno pesantemente e tristemente inciso sulla vita della nostra Comunità, anche quando al governo cittadino c’è stato il Centro-Sinistra a guida PD. Rivendichiamo come ‘Laboratorio’ uno spirito critico costruttivo, facendo leva sull’autonomia di giudizio e sulle capacità del Gruppo ed interpretando il comune sentire della Città, i suoi bisogni, le sue criticità ma soprattutto le sue potenzialità spesso, purtroppo, tradite da chi, pur legittimamente, La rappresenta per delega elettorale. Ribadisco che la situazione del 2012 è, allo stato, irripetibile e, pertanto, non riproponibile in termini assoluti. Occorre superare le divisioni con l’altra parte del Centro-Sinistra e convergere verso un’azione politica unitaria, nell’interesse superiore della Città”.

Secondo Lei, quale percorso bisogna intraprendere per la formazione di una coalizione e l’individuazione del candidato sindaco per il 2017?
“Recuperata l’unità del Centro-Sinistra, occorre che tutte le Forze che vi si riconoscono predispongano congiuntamente, ed in maniera condivisa, un Programma di mandato e che, in maniera altrettanto condivisa, concordino le ‘Primarie di coalizione’ per legittimare il futuro candidato Sindaco, alla guida della stessa, nell’intesa che venga anche condiviso l’identikit dello stesso con i requisiti imprescindibili di Moralità, Capacità ed Esperienza amministrativa”.

Quali scelte opererebbe in maniera differente se potesse tornare indietro?
“Non è mia abitudine pentirmi delle cose che faccio, anche se devo ammettere di aver sbagliato spesso per aver riposto fiducia, tante volte, in alcune persone. Non dimentico mai una massima della letteratura dell’antica Grecia: Non è grave cadere, è grave non rialzarsi dalla caduta”.