Primarie Pd, anche a Bitonto stravince Zingaretti

Alta affluenza ma risultato drogato da tanti portatori di voti che si sono misurati sul governatore del Lazio

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Il Partito Democratico ha eletto ieri il nuovo segretario nazionale. Con oltre il 70% dei voti espressi alle primarie Nicola Zingaretti ha assunto la guida dal partito di opposizione, vincendo ovunque e andando ben oltre la maggioranza assoluta necessaria per essere eletto segretario. Anche a Bitonto, dove dei 1562 votanti (escludendo le 133 schede nulle, di cui molte annullate a causa del segno su entrambe le liste a sostegno di Zingaretti) in 1155 hanno votato per il presidente della Regione Lazio, mentre 325 voti sono andati al segretario uscente Maurizio Martina e 123 a Roberto Giachetti. Una percentuale del 71% che, dunque, si conferma nella media nazionale.

Ma il dato che caratterizza Bitonto è quello dell’affluenza, che è stata una delle più alte della Città Metropolitana di Bari.

Il risultato conferma la vittoria di Zingaretti che già c’era stata alle primarie dei tesserati, dove dei 142 votanti, 68 avevano scelto Zingaretti, 33 Martina, 25 Francesco Boccia, 16 Roberto Giachetti. Nemmeno un iscritto bitontino aveva, invece, dato fiducia a Mario Corallo e Maria Saladino.

Alle primarie del maggio 2017 l’affluenza bitontina era stata ancora più elevata. Votarono 1909 cittadini e nel dettaglio: 446 per Renzi, 269 per Orlando, 1147 per Emiliano. Mentre alle primarie per il candidato sindaco furono 4005 i votanti, così distribuiti: Sannicandro1468 voti (36,65%), segue Roberto Toscano con 1342 (33,50%) e, ultimo, Pietro Battipede con 1153voti (28,79%).

Certo, il dato finale era scontato, ben prevedibile già prima della chiusura delle urne. Ma si tratta comunque di un risultato drogato, sia nei numeri elevati, sia per i voti a Zingaretti su cui si sono misurati in maniera importante, non senza contestazioni di molti iscritti storici, liste civiche e protagonisti della vita politica cittadina che per la prima volta si sono affacciati al Partito Democratico. Se, infatti, per i voti convogliati su Giachetti e Martina, si può parlare di voti del Pd, per Zingaretti solo una parte è costituita da voti interni, mentre molti altri sono confluiti da altre forze politiche, come Sud al Centro, che, a seguito di accordi con il referente e consigliere ragionale Anita Maurodinoia (che è comunque esponente del Partito Democratico), ha portato il suo bacino elettorale a far sentire il suo peso.

Lo si poteva vedere affacciandosi alla sede dell’ex Dc, luogo delle votazioni, dove in bella vista davanti all’entrata c’erano loro. Non si sono visti, invece, esponenti di Italia in Comune.

Fermo restando la tenuta discreta sia dell’ala Martina, sia dell’ala Giachetti, quanto pesano i vecchi piddini che hanno votato Zingaretti? Quanto pesano i nuovi, gli esterni che si sono affacciati? E soprattutto cosa chiederanno i grandi portatori di voti che hanno determinato, presentandosi per la prima volta dalle parti della Pescara (trasferitasi per l’occasione nella sede della vecchia Dc), la vittoria schiacciante di Zingaretti? La dimostrazione degli uomini di Sud al Centro può essere un campanello d’allarme per Abbaticchio che, negli ultimi tempi, ha visto la nascita di tensioni, all’interno della coalizione di maggioranza, proprio con il movimento di Maurodinoia?