Rifondazione comunista "sferza" Abbaticchio: "Scenda dal piedistallo e ci aiuti al rilancio di Bitonto"

Il circolo del segretario Dionigi Tafuto lamenta una perdita di autonomia territoriale da parte della città

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Dal circolo cittadino di Rifondazione comunista riceviamo e volentieri pubblichiamo
 
 
Siamo alle solite, leggiamo (su Dabitonto cartaceo) non senza meraviglia, delle lagnanze dell'ex sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, il quale, chiedendo un confronto all'attuale primo cittadino, fa intravedere aspetti ai più non conosciuti  ma che denotano carenze politico/amministrativo. La stranezza di queste dichiarazioni, invece, è assai nota a Rifondazione comunista, partito rappresentato dal sottoscritto che in più occasioni e su tanti argomenti in quest'anno di vuoto totale ha fatto la sua parte criticando l'operato di questa amministrazione.
Naturalmente, la cronistoria ci racconta della ostilità di Rifondazione comunista e "Governare il futuro" ad avallare la canditatura Ricci  (in quota Pd) in quanto sostenevano la candidatura della professoressa Rosa Calò.
A nulla valsero le rimostranze della Cassandra Saverio Martucci, il quale tuonava contro l'ipotesi indicata dal Pd, contro il ritorno dei ""fantasmi"" , e quindi contro la supremazia di quel partito che da troppo tempo era lontano dalle stanze del potere.
 
Egregio dottore Michele Abbaticchio, l'elefante ha partorito il topolino, ed è sotto gli occhi di tutti il fallimento politico/amministrativo di questa Giunta comunale (frutto di un compromesso) e i temi sono noti a tutti. Nello specifico, durante la sua assenza, abbiamo parlato di mobilità sostenibile, di agricoltura, Sanità territoriale, rigenerazione urbane, stalli rosa, di lavoro, della Milano/Bitonto da bere (i 6 collaboratori politici assunti), di ambiente, di discariche e di zone Franche ecc ecc ecc.
Per ultimo, ma non meno importante, abbiamo parlato di coalizioni politiche e di rapporti politici.
Abbiamo parlato di progetti politici non piu attuali quali il progetto civico di centrosinistra, surclassato dell'ormai evidente ed ingombrante soccorso proveniente da zone Destrorse.
 
In tutto questo, la nostra lagnanza, contrariamente alla sua, altro non é che la presa d'atto della perdita totale di autonomia territoriale.
Decidono tutto in quel di Bari. Eleviamo (dopo quanto detto) il nostro grido di dolore anche alla luce di una opposizione assente, con la consapevolezza che l'ex sindaco si armi di pazienza, scenda dal piedistallo per concorrere con noi altri al rilancio di questa citta, indicando tre priorità: lavorare per un quadro politico omogeneo (non omogeneizzato); cambiare una squadra di governo non all'altezza della situazione; ritornare al voto per ridare una speranza a questa città.