Vandalismo in città. Politica e volontariato a confronto in consiglio comunale

Nell'ultima seduta del consesso cittadino, sono stati invitati a proporre iniziative i rappresentanti delle associazioni presenti sul territorio

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Cosa può fare la città per fronteggiare il fenomeno del vandalismo dilagante? Quali possono essere le lodevoli iniziative di cura dei beni comuni da mettere in campo da parte di associazioni e singoli cittadini consiglio comunale?

A chiederselo è stata la massima assise comunale, durante la sua ultima seduta. Un argomento proposto al consesso da sette consiglieri comunali e finalizzato all’adozione di misure di contrasto al teppismo urbano, di cui, ogni giorno, come sottolinea Francesco Brandi (Pd), si sente parlare, si legge dalle cronache, si apprende anche da chi lamenta di esserne stato vittima e da chi, attraverso l’impegno in associazioni o individualmente, (valore aggiunto per la città, secondo il consigliere), tenta di fare qualcosa per la città. Impegno attorno a cui il consigliere del Pd suggerisce di fare rete, per non far sentire solo chi fa qualcosa di utile per la città: «Se mandiamo a vuoto queste occasioni di incontro perdiamo la preziosa collaborazione con queste realtà, che spesso offrono opportunità di incontro con le zone più periferiche della città. L’unica alternativa, non auspicabile, sarebbe la città poliziesca»

Dopo l’introduzione di Brandi, a prendere la parola sono i rappresentanti delle forze dell’ordine, i portavoce delle associazioni, delle scuole e i singoli cittadini, a partire dalla professoressa Lozito, del Liceo Classico “Carmine Sylos, che afferma la disponibilità a collaborare con ogni iniziativa che l’amministrazione voglia attuare per sensibilizzare i ragazzi e integrarli in un percorso di civismo attivo.

«Noi ci mettiamo tutto l’impegno che ci è possibile, nonostante i tanti problemi. Nel 2019, ad esempio, abbiamo contestato oltre 200 violazioni in campo ambientale. Ma non si può pensare che si possa delegare tutto alle istituzioni. I cittadini devono fare la loro parte» è il commento del comandante maggiore della Polizia Municipale, Gaetano Paciullo, che rimprovera come capiti, talvolta, che si chiami prima la stampa che le forze dell’ordine, per denunciare qualcosa.

A seguire, Francesco Minuti e Pierpaolo Modugno, rispettivamente vicepresidente e segretario della Proloco di Bitonto, realtà promotrice di iniziative per l’educazione civica in città e, soprattutto, nel centro storico, sottolineano il ruolo importante dei comitati di quartiere «filtro tra amministrazione e cittadini» e la necessità di creare momenti di aggregazione, come cerca di fare la Proloco.

Si concentra sulla necessità di preservare la bellezza, invece, Michele Castellano, promotore dell’iniziativa “Adotta una Pianta per Bitonto”, mentre Nicola Abbondanza, del “Cenacolo dei Poeti” propone un premio per la cittadinanza attiva, utile, a suo dire, di dare un minimo di gratificazione a chi decide di impegnarsi attivamente.

«Il progettificio delle scuole, a volte, gira su sé stesso. Proporrei che sia il Comune a dirigere alcuni progetti» sottolinea la professoressa Cecilia Petta del Liceo Scientifico Galilei, seguita dalla professoressa Facchini dell’istituto “Volta-De Gemmis”, dalla professoressa Morena Aluisio di “Vogliamo Bitonto Pulita”, dalla professoressa Capaldi dell’istituto tecnico Giordano e da Angelo Schiraldi della SASS Protezione Civile. Intervenuto anche il dirigente del Commissariato locale di Pubblica Sicurezza Vittorio Di Lalla.

A rispondere ai vari interventi è l’assessore ai servizi sociali Gaetano De Palma, elencando le progettualità già attivate da Palazzo Gentile, a partire da “Lo scrigno dei talenti” e dalla costituzione dell’Orchestra Infantile.

Dall’opposizione, risponde anche Carmela Rossiello (Fi) esprimendo alcune perplessità sui comitati di quartiere, pur affermando di aver creduto nello strumento. Perplessità, di cui abbiamo già parlato ieri, dovute, secondo la forzista alla mancanza di una reale capacità di interloquire con i cittadini.

Ringraziando, infine, tutti coloro che danno il proprio contributo per la città, Rossiello evidenzia come non si possa lasciare tutto al volontariato e chiarisce come le scuole non siano “progettifici” e siano chiamati a fare scelte sfruttando quel che viene offerto dal ministero.