Via libera al primo Piano di razionalizzazione periodica delle partecipate. Ma le nubi sono tutt'altro che diradate

Ancora polemiche, ieri, su Asv e Sanb. Daucelli: "Se si va avanti così, azienda rischia il fallimento"

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Sì al primo storico Piano periodico sulle partecipate, ma pieno zeppo di preoccupazioni e incertezze

Nell’ultimo Consiglio comunale del 2018 – ben 11 punti all’ordine del giorno ma ben nove debiti fuori bilancio - si è tornati a parlare di due temi spesso e volentieri presente nell’emiciclo, soprattutto nell’anno che ci sta per lasciare: Azienda servizi vari e Sanb. Con tutte le incertezze dei casi.

 

 

Il Piano vero e proprio. Momentaneamente assente Domenico Nacci (arriverà in aula in un secondo momento, visibilmente debilitato fisicamente), a illustrare il Piano periodico – il primo in assoluto della storia di Bitonto, e da licenziare necessariamente per evitare sanzioni pecuniarie pesantissime – è stato il segretario generale Salvatore Bonasia. Che cosa dice? La Sanb resta in liquidazione, per il nuovo Gruppo d’azione “Fior d’olivi” e la Conca barese c’è “il mantenimento delle proprie quote, e senza interventi di razionalizzazione”, sul vecchio Gal c’è la cessazione delle quote in corso, mentre sull’Asv c’è la volontà di mantenere l’azienda – il Comune ne detiene il 60 per cento – confermando, però, la volontà di arrivare a un socio privato operativo. Alla gara a doppio oggetto, per intenderci. Da Palazzo Gentile, infine, confermano la dismissione sulla Banca etica.

 

 

Sull’Asv sempre nubi. Della storica partecipata si è discusso tanto, anche ieri. La maggior parte delle questioni, a dire la verità, è abbastanza notoria e vecchia, anche perché già trattata (anche) da questo giornale telematico. Bonasia si è soffermato anche sul Piano di risanamento, prima approvato e poi annullato. “Da quello che si è letto – ha evidenziato – Asv sta recuperando parte della situazione economico-finanziaria sulla gestione caratteristica, tentando quindi di uscire dall’area di crisi nella quale era entrata. Ma le ultime novità sopraggiunte, però, - clicca qui per articolo https://bit.ly/2PSRMro - rimettono tutto in discussione e la situazione si complica”.

Ed ecco, allora, il via alla discussione, con l’opposizione a ricordare i tanti aspetti da correggere e gli errori che – dal loro punto di vista – sarebbero da imputare all’amministrazione comunale.

Per la forzista Carmela Rossiello continua a esserci una mancanza di visione programmatica. Secondo l’ex grillino Cataldo Ciminiello il problema è un disallineamento rispetto all’indirizzo politico che è stato dato.

Iniziativa democratica” – Cosimo Bonasia, Michele Daucelli, Emanuele Sannicandro – sono entrati più in profondità e nei tecnicismi, e il due volte assessore al Bilancio è stato tranciante: “Mettiamo debiti su debiti, e più che Piano di risanamento ben presto, di questo passo, si dovrà parlare di quello di fallimento. Non esiste una presa di posizione energica da parte dell’amministrazione, e si continua a galleggiare, anche perché le perdite dell’anno in corso saranno appianate andando ad attingere dal capitale sociale”.

E la parola terribile, “liquidazione”, è stata evocata anche per la volontà da parte del socio privato di salutare tutti e andar via.

E, come se non bastasse, anche la perizia fatta fare qualche mese fa dal Comune sull’effettivo valore dell’Asv andrebbe rifatta e aggiornata.

In tutto questo turbillon, l’assessore all’Ambiente, Domenico Incantalupo, ha assicurato che l’obiettivo è salvare le famiglie dei dipendenti e che la genesi dei mali è il 2003. Il sindaco Michele Abbaticchio, invece, ha voluto precisare un aspetto: “Il Comune non ha interesse che Asv prenda altri appalti (il motivo è presto detto: hanno portato le perdite che ci sono, soprattutto quelle del 2017), ma che faccia bene il suo lavoro a Bitonto e sul nostro territorio”.

Non è una nuova presa di posizione, perché l’avevamo segnalata dieci giorni fa (clicca qui per articolo https://bit.ly/2EEcWII).

 

 

Sanb: giunta l’ora del Redde rationem? E l’ultima assise dell’anno ha recato con sé alcune novità anche sulla Sanb, che doveva nascere a fine 2014 ma che è in liquidazione senza mai essere partita. Oggi, pare, dovrebbe essere un giorno importante perché “finalmente – ha aggiornato tutti il primo cittadino – Corato e Molfetta dovrebbero far arrivare tutti quei dati che servono per il nuovo Piano industriale, che è fondamentale per pensare a una eventuale ricapitalizzazione”. Redde rationem, dunque? Davvero difficile dirlo, ma quel che è certo è che il commissario liquidatore ha dato tempo fino a lunedì per smuovere le acque.

Altrimenti si passerà al Bando di gara europeo. Abbaticchio, intanto, non ha fatto ancora una volta mistero che, per Bitonto, la Sanb sarebbe la soluzione ideale per far partire subito il porta a porta allargato e non perdere i finanziamenti ricevuti.

 

 

Il Piano di revisione ha il disco verde dell’aula con i soli voti della maggioranza.