CALCIO A 5 - Per la Polisportiva Bitonto, l'ora fatal è giunta. Oggi, alle 18, scontro con il Sammichele che profuma di Campionato

Si affrontano le prime due della classe, e divise da soli tre punti. Vincere significa mettere un piede in A2

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L’occasione è di quelle difficilmente ripetibili. Perché consentirebbe di ottenere due risultati non da poco. Il primo, magari effimero ma significativo, sarebbe la rivincita dopo la bruciante sconfitta in finale di Coppa Puglia rimediata il dì dell’Epifania. Il secondo è importante perché farebbe rima con portare un bel pezzo di serie A2 nella città dell’olio e del sollievo. Per la prima, storica volta.

Polisportiva Bitonto-New Cap Sammichele, big match del 17esimo turno della serie C di futsal femminile, è una sfida dalle molteplici facce. Vuoi perché è la terza volta che le due compagini si affrontano (il bilancio è in perfetta parità, con una vittoria per parte). Vuoi perché è la sfida tra le più forti del lotto.

Vuoi perché è il match che potrebbe dire tanto, forse tutto, in chiave vittoria del Campionato, soprattutto se al fischio finale a trionfare a braccia alzate dovessero essere le leoncelle di mister Danilo Danisi e del presidente Silvano Intini.

I tre punti in palio questo pomeriggio, lo possiamo e dobbiamo dire, pesano come macigni, e sono i più importanti della stagione. Per tutti. Per le neroverdi, 45 punti, imbattute e a punteggio pieno, che potrebbero mandare a -6 le rivali di una stagione a 12 turni dalla bandiera a scacchi. Per le baresi, 42 punti, perché facendo il colpaccio aggancerebbero Flora La Rossa e compagne rendendo ancora più incandescente gli ultimi tre mesi alle meritate vacanze.

Sono quei 60 minuti, dunque, dove la tattica, la preparazione, il lavoro settimanale sono surclassate dalla fame che si ha in corpo e dalla volontà di avere la meglio su chi si ha davanti.  

Ecco perché, allora, oggi pomeriggio, con fischio d’inizio alle 18 (per intenderci, un’ora dopo la fine della partita dell’Usd Bitonto calcio, quindi non ci sono scuse), le nostre ragazze hanno bisogno di un “Paolo Borsellino” gremito come non mai.

E che le inciti dal primo all’ultimo minuto in una sfida tutta da vivere e da tifare.