CALCIO A 5 - Polisportiva Five Bitonto. I neroverdi, a Trinitapoli, lottano e combattono, ma alla Final Eight di Coppa Italia ci va il san Ferdinando

Dopo il 3-3 dell'andata, i leoncelli hanno ceduto 7-5 dopo i tempi supplementari e una partita da cardiopalma. Sabato, in Campionato, l'occasione per la rivincita

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Applausi, lunghi e scroscianti.

Non è facile farli e darli dopo una sconfitta, soprattutto se ha significato uscire anzitempo da una competizione importante come la Coppa Italia, ma la Polisportiva Five Bitonto di ieri sera li merita tutti. E tanti.

Perché ieri sera, al Palazzetto dello sport “Sandro Pertini” di Trinitapoli, in un clima davvero caldo e incandescente, contro il san Ferdinando, è stata una compagine composta da leoni.

Che hanno combattuto, lottato, gettato il cuore oltre l’ostacolo, sofferto contro una squadra che si è rivelata, ancora una volta, spigolosa, maschia e fisica, rognosa, lontana parente di quella che occupava il penultimo posto in Classifica fino a un paio di settimane fa.

E compagine di leoni che, seppur decimata dalle assenze (Orlino, De Scisciolo, De Liso, e con molti che hanno terminato la contesa con i crampi), è stata in grado di restare sempre aggrappata al match, di recuperare per ben due volte il doppio svantaggio – l’ultima delle quali con la doppia marcatura negli ultimi 35 secondi di gioco – ma di crollare poi, fisicamente e mentalmente, al principio dei tempi supplementari.

La contesa, infatti, si è decisa proprio lì. Nei primi minuti del primo tempo supplementare, con quelle tre reti avversarie in rapida successione impossibili, poi, da recuperare. Anche per dei leoni sempre sul pezzo.

C’è da chiedersi, se nell’arco dei 90’ complessivi, il san Ferdinando abbia meritato il passaggio del turno e l’accesso alla Final Eight. La risposta è sì, perché lo ha decretato il campo ed è stato più bravo dei neroverdi a sfruttare certe situazioni. Ma i rimpianti, bitontini, non mancano comunque.

 

 

 

La contesa è stata vibrante, ma questo era già preventivato e prevedibile, fin dal fischio d’inizio. La Polisportiva ha cercato subito di fare gioco e manovra, il san Ferdinando rispondeva con le sue armi: difesa attenta, contropiede, tiro da fuori, e importanti individualità. Tant’è che nei primissimi minuti c’è stato parecchio lavoro da sbrigare per il portiere bitontino, Camporeale, che ha salvato due-tre situazioni per nulla semplici. A fine primo tempo sono arrivate le reti. Dapprima il doppio vantaggio dei padroni di casa con i due squilli di Romero (ma, nell’azione prima, Giancola davanti a Torraco si è divorato una occasione monumentale, e si era sullo 0-0), e quindi è stato Verriello ad accorciare le distanze per il 2-1. È così si è andati al riposo, anche perché i padroni di casa hanno pure sbagliato due tiri liberi.

Il copione non è mutato di molto nel secondo tempo. Camporeale si è mostrato all’altezza in alcune circostanze, e dall’altra parte anche il collega di reparto non ha voluto essere da meno, ma nulla ha potuto sul diagonale vincente di Lovascio e il pareggio neroverde. Negli ultimi due minuti, poi, è accaduto di tutto. Il San Ferdinando si è rimesso avanti con le marcature di Alvarez prima e il contropiede coast to coast di Lombardi poi, ma negli ultimi 35 secondi tutto è tornato sui binari dell’equilibrio grazie a Verriello e alla zampata vincente sottoporta di Lovascio. Al fischio finale mancavano 6 secondi.

Dopo il 3-3 dell’andata, il 4-4 non serve ad alcunché a entrambe. Supplementari, dunque. Il Bitonto è stremato, ha dato tutto, e il San Ferdinando, spinto dai caldissimi tifosi, non ha lasciato scampo. Altre tre reti subito con la doppietta di Dopico e quindi Albanese per l’allungo decisivo. E che hanno reso inutile lo squillo finale di Santoruvo.

Alla Final Eight ci va la squadra del patron Vito Salerno, ma la Polisportiva esce con la testa che dire alta è riduttivo. E non poco.

 

 

Ora, però, c’è da archiviare la sconfitta perché sabato si riparla di Campionato, con il 12esimo turno. Al Centro polifunzionale “Paolo Borsellino”, per una ironia della sorte, arriverà proprio il san Ferdinando.