CALCIO - La Storia/Marino De Bellis, l'ex giocatore del Bitonto che giocò contro il grande Pelè

Fu uno dei primi (se non proprio il primo) calciatori italiani a tentare la fortuna oltreoceano

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CALCIO - La Storia/Marino De Bellis, l'ex giocatore del Bitonto che giocò contro il grande Pelè 1 E' il 17 novembre 1974: De Bellis trasforma un rigore in Bitonto-Cerignola (2-1) gara di serie D. Da notare il campo in terra battuta dove ora c'è l'erba dello stadio "Città degli Ulivi" mentre sullo sfondo (alle spalle della porta) s'intravedono

"Per gentile concessione del giornalista Nicola Lavacca e della Gazzetta del Mezzogiorno".

Quella volta che giocai contro il mitico Pelè. Un momento emozionate, indimenticabile”.

Marino De Bellis, barese doc, fu uno dei primi (se non proprio il primo) calciatori italiani a tentare la fortuna oltreoceano.

Decise di emigrare non per trovare lavoro bensì per ritagliarsi uno spazio nel firmamento pallonaro internazionale.
Accadde nell’estate del 1975 dopo aver disputato cinque stagioni con il Bitonto in serie D.

Un giovane di belle speranze che lasciò la sua terra per trasferirsi in Canada e vivere così un’esperienza nuova, accattivante.
Alcuni intermediari che avevano contatti con i club canadesi di serie A mi videro giocare nel Bitonto. Venne contattato anche D’Addosio (ex Bari) impegnato col Matera. Lui decise di rimanere qui e non partì, io accettai la proposta e firmai un contratto con il Toronto Blizzard. Un paio di stagioni intense. Il livello tecnico era più o meno come la nostra C di allora. C’era molto fair-play tra le squadre, ma in campo si lottava su ogni pallone”.

De Bellis era un calciatore dai piedi buoni e con una visione di gioco illuminante, nonché rigorista infallibile.
Nel Bitonto faceva il libero, durante la sua permanenza all’estero ricopriva il ruolo di centromediano metodista.

Il Toronto lo cedette agli Ottawa Tigers importante formazione della capitale. E fu allora che il suo destino s’incrociò con quello di Pelè poco prima che il fuoriclasse brasiliano, a inizio ottobre del ’77, annunciasse il suo addio al calcio.

Pelè era la stella dei Comos. Un giorno vennero ad Ottawa per un’amichevole. Mi ricordo che ero un po’ emozionato, anche perché oltre a lui in squadra c’erano Chinaglia, Beckenbauer, Carlos Alberto e tanti altri nomi famosi. Per me non fu una partita come tutte le altre. Bastarono pochi minuti per apprezzare la classe sopraffina, il tocco magico, la personalità di un campione che nonostante l’età non più giovane era ancora incredibilmente tonico. A fine gara diedi una stretta di mano a Pelè”.

La grande passione per il calcio ha portato De Bellis, oggi 62enne, ad essere comunque protagonista. Quella irripetibile lunga stagione canadese è immortalata da un articolo con foto a lui dedicato dal quotidiano Ottawa Journal del 12 maggio 1978 che campeggia nella sua caffetteria ‘Baretto’ al centro di Bari.

Mi è rimasto dentro qualcosa di incommensurabile di quel periodo. Ma ho anche bei ricordi degli anni precedenti trascorsi nel Bitonto dove sono maturato come calciatore. Si giocava sulla terra battuta. Ho avuto al mio fianco atleti bravi come Licinio, Sciacovelli, Addante, Lorusso, Varvara, Ricciardi, Cesare Vitale, Mangialardi, Toscano, Aprile che poi esordì in B col Matera. Tornato dal Canada nell’80 chiusi la mia carriera a Rutigliano e mi dedicai all’attività commerciale”.

Per Marino De Bellis il pallone ha sempre avuto un fascino particolare. Un paio di volte alla settimana indossa le scarpe bullonate e si diverte con gli amici di sempre.