La Velosprint alla conquista delle vette mitiche del ciclismo italiano

Due iscritti della storica associazione bitontina hanno scalato tre salite storiche come Stelvio, Gavia e Mortirolo

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Chiunque abbia girato anche un minimo in bicicletta, sa quanto possa essere duro e faticoso affrontare una salita. Per i non appassionati (ma non solo, anche per i velocisti e gli sprinter) è vista come un’agonia e il ciclista che l’affronta è considerato un masochista. Per altri, invece, per chi ama il ciclismo, la salita è il pane di questo sport, è l’essenza del ciclismo e le grandi salite sprigionano un fascino irresistibile. E guarda caso, sono proprio le tappe di montagne le più belle delle grandi corse – leggasi Giro d’Italia e Tour de France su tutti – e quelle dove si decidono le suddette.

Le salite, dunque, non sono una passeggiata: servono muscoli, fiato, doti e preparazione atletica. Tutti ingredienti che non sono mancati a Luigi de Gennaro e Francesco Antonio Lisi, atleti della “VELOSPRINT” che, qualche settimana fa, hanno deciso di trasferirsi sulle Alpi per scalare tre vette che sono teatro di “battaglia” dei grandi nomi del ciclismo professionistico ovvero Stelvio, Gavia e Mortirolo. Tre salite tra le più dure dello Stivale (rispettivamente di 25, 18 e 13 km) e dalle pendenze incredibili - si arriva fino al 20 per cento - e alla soglia dei 3mila metri di altitudine.

Abbiamo deciso di affrontare questa trasferta – dichiara Luigi de Gennaro, presidente della rinata associazione, - perché, quelle salite, rappresentano una sfida con se stessi e rappresentano uno sforzo estremo al limite delle possibilità. Spaventano ma, allo stesso tempo, attirano perché sono ammantate da un fascino che solo chi ci ha sudato sopra può capire: gambe che esplodono, braccia che tirano forte sul manubrio, smorfie di fatica sul volto Però, una volta in cima, le sensazioni di sollievo e orgoglio sono indescrivibili e ci hanno ripagato di tutti gli sforzi facendoci sentire forti. Noi ciclisti siamo dei privilegiati perché abbiamo la possibilità di pedalare sulle stesse strade ove si cimentano e si sono cimentati Coppi, Bartali, Mercks, Gimondi, Indurain, Pantani, Froome, Contador ecc. Consiglio, almeno una volta nella vita, questa esperienza a tutti gli appassionati di ciclismo. Un ringraziamento, ovviamente, va a tutti gli sponsors che credono in noi”.